I Maestri

I Maestri preservano il passato, rivelano il presente e creano il futuro…

I Maestri della vita
I Maestri della vita ci insegnano
a camminare sul filo
e camminando sul filo imparano
a non perdere l’equilibrio.
I Maestri della vita ci insegnano
a costruire la sfera
e sospesi nel centro imparano
a rotolare nel nulla.
(Cristina Martire)

IL MAESTRO E’ CON TE

Quando senti che tutti sono contro di te
Quando ti senti rompere dentro
Quando senti che la vita ti sta ferendo a morte
Ricorda, il Maestro è con te.

Quando pensi che tutto il mondo ti sia nemico
Quando pensi che la tua anima non abbia più luce
Quando pensi che la paura sia tua compagna
Ricorda, il Maestro è con te.

Quando deciderai di “farla finita” con questa vita
Quando camminando per la strada,
non vedrai il volto della gente.
Quando camminando nella natura
non troverai la luce
Ricorda, il Maestro è con te.

Quando diventerai cieco, sordo e muto
Quando il tuo corpo non avrà più vita
Ricorda, il Maestro è con te.

(Aura)

Dialogo con il Maestro
“Maestro, sono triste e malato.
Insegnami quel che devo sapere”.
“Figlio mio non c’è nulla da insegnare,
né al di sopra, né al di sotto”.
“Maestro, io soffro. Sii la mia guida.

Certo la Via è sgombra.

Mostrami i gradini che devo salire
Per giungere alla libertà, ora e qui”.
“Figlio mio, se non posso fare di meno
Tuttavia non posso fare di più.
Infatti ognuno troverà da solo il fiume
E arriverà all’altra sponda. I gradini sono molti. Primo, guarda
per vedere le cose come sono
accettando ciascuna come è veramente,
una goccia di rugiada o una stella,
Quindi sappi che tutto è di tutto,
del cielo, della terra o dell’inferno.
Tutto il bene è male, il male bene,
E tutto, figlio mio, è buono!”.
“Camminare senza sosta è arduo:
Più arduo ancora è incominciare!”.
“Col cuore e con la mente sforzati tuttavia
Di raggiungere la visione interiore.
Il sé che tu ami è solo una nebbia,
trasudata dalla mente
per offuscare la compassione del cuore
per tutta la vita e tutta l’umanità.
Il Sè, la luce senza nome,
È lo specchio della Vacuità.
È, l’abbiamo e non l’abbiamo,
corrotto e incorrotto.
E ora andiamo avanti. Io non guido.
Viaggiamo a fianco a fianco
Finché il cuore sarà l’amore stesso,
E l’amore stesso sarà morto”.
“Maestro, il tuo dito indica la Via;
La tua saggezza è mia amica.
Ma quando finirà il viaggio lungo e faticoso?”.
“Figlio mio, non c’è fine”…….

Affidati

Affidati al messaggio del maestro, non alla sua personalità
Affidati al senso, non alle parole
Affidati al senso reale, non a quello temporaneo
Affidati alla tua mente di saggezza, non a quella ordinaria che giudica.
(Il Buddha)

IL VERO MAESTRO…

Quando avrai scoperto chi sei…
Sarai tu il tuo solo maestro,
chi altri potrà mai guidarti?

Perciò, diventa padrone di te stesso,
e scopri il tuo maestro interiore…

Proprio come una dura pietra
viene tuttavia spezzata dal diamante,
così, colui che è consapevole,
è spezzato dal male ch’egli stesso compie.

Proprio come un albero è soffocato
dai rampicanti ch’esso stesso nutre,
così colui che è inconsapevole
è soffocato dal male che lui stesso fa.

Facendo del male, corrompi te stesso,
ma facendo del bene, ne verrai purificato.
Tu sei la fonte della tua stessa purezza,
nessuno può purificare un’altra persona.

( Dhammapada – Libro XII – v. 160 –161 –165)

Tu sei il tuo maestro

Tu sei il tuo maestro. Cercare altri maestri non può risolvere i tuoi dubbi. Investiga te stesso per trovare la verità – dentro, non fuori. Conoscere te stesso è molto importante.

(Ajahn Chah)

Fare

Tu devi fare ciò che ti spetta; coloro che hanno raggiunto la meta possono solo mostrarti la via.
(Il Buddha)

La mente crea…

Voi siete gli artefici della vostra condizione, passata, presente e futura. La felicità o la sofferenza, dipendono dalla mente, dalla vostra interpretazione, non dipendono dagli altri, da cause esteriori o da esseri superiori. Ogni problema e ogni soddisfazione è creato da voi, dalla vostra mente.
(Il Buddha)

La percezione

In quel che è visto, ci sia solo il visto;
In quel che è percepito, ci sia solo il percepito;
In quel che è pensato, ci sia solo il pensato.
(Il Buddha)

Vedere realmente

L’occhio, o praticanti, è impermanente. E ciò che è impermanente è insoddisfacente. Ciò che è insoddisfacente è senza sostanza. E ciò che è senza sostanza non è “mio”, non è “io”, non è me stesso. Ecco come osservare l’occhio con saggezza, come è realmente. Vedendo ciò, o praticanti, il nobile discepolo bene istruito ne ha abbastanza dell’occhio, dell’orecchio, del naso della lingua, del corpo e della mente. Essendo ormai sazio non prova più passione per essi. Essendo senza passione per questi sensi, si sente libero. In questa libertà nasce la comprensione di essere liberato.
(Il Buddha)

Osservare

Impara dunque ad osservare con vigile consapevolezza tutto ciò che accade dentro di te e nulla ti potrà imprigionare. E come un praticante è possessore di vigile consapevolezza?
È calmo e vigilante nell’alzarsi e nel camminare;
È calmo e vigilante nell’andare e nel venire;
È calmo e vigilante nel vedere e nell’osservare;
È calmo e vigilante nel cibarsi e nel bere; nel masticare e nel gustare;
È calmo e vigilante nello svuotarsi di feci e urina;
È calmo e vigilante nel fermarsi, nel sedersi, nell’addormentarsi, nel destarsi, nel parlare, nel mantenere il silenzio.
(Il Buddha)

Le parole

Le parole hanno il potere di distruggere o di guarire. Quando le parole sono insieme vere e benevole, possono cambiare il nostro mondo.

La sofferenza

La nascita è sofferenza, la vecchiaia è sofferenza, la morte è sofferenza; Tristezza, lamenti, dolore fisico e mentale, angoscia sono sofferenza; la separazione da ciò che piace è sofferenza, non poter avere ciò che si desidera è sofferenza.
(Il Buddha)

Il Kamma

Praticanti, è la volizione (cetana) che io chiamo kamma. Avendolo voluto, un uomo agisce con il corpo, la parola e la mente. La volizione è la costruzione mentale, l’attività mentale. La sua funzione è di dirigere la mente nella sfera delle attività buone, cattive o neutre.
(Il Buddha)

Il saggio

Come una fiamma trascinata dal vento si estingue, raggiungendo ciò che nessuno può definire, il saggio silenzioso, liberato da nome e forma, va verso la meta, raggiunge lo stato che nessuno può definire. Quando tutte le condizioni sono eliminate, si eliminano anche tutti i modi di esprimersi.
(Il Buddha)

Le tre caratteristiche (anicca, dukka, anatta)
Tutte le cose condizionate sono impermanenti
Tutte le cose condizionate recano sofferenza
Tutti i Dhamma sono senza Sé
(Il Buddha)

Tutto ciò che ha un inizio ha una fine.
Mettiti il cuore in pace e andrà tutto bene.

L’attimo presente

Oggi è l’inizio di un nuovo giorno.
Ieri è un ricordo
E domani è l’ignoto.
Adesso c’è il conoscere.
(Achaan Sumedho)

Respira sei vivo

L’appuntamento con la vita è nel momento presente.
Il luogo dell’appuntamento è qui, proprio qui.
Respira e sai che sei vivo.
Respira e sai che tutto ti aiuta.
Respira e sai di essere il mondo.
Respira e sai che pure il fiore respira.
Respira per te stesso e respiri per il mondo.
Inspira compassione ed espira gioia.
Respira e sii uno con l’aria che respiri.
Respira e sii uno col fiume che scorre.
Respira e sii uno con la terra che calpesti.
Respira e sii uno col fuoco che arde.
Respira e interrompi il pensiero di nascita e morte.
Respira e vedi che l’impermanenza è vita.
Respira per la gioia di essere stabile e calmo.
Respira per il dolore che scivola via.
Respira per rinnovare ogni cellula del tuo sangue.
Respira per rinnovare la profondità della coscienza.
Respira e prendi dimora nel qui e ora.
Respira e ciò che tocchi sarà nuovo e reale.
(Annabel Laity)

La chiara visione

La chiara visione è la comprensione diretta e penetrante dei tre caratteri dell’esistenza, cioè impermanenza, dolore e impersonalità. La natura della chiara visione è di essere libera dal desiderio, dall’avversione e dall’illusione e di vedere chiaramente tutte le cose del mondo interno ed esterno come fenomeni, cioè come processi impersonali. La pura attenzione è la chiara e sicura consapevolezza di ciò che realmente avviene a noi ed in noi nei successivi momenti di percezione. La pura attenzione consiste in una pura ed esatta registrazione dell’oggetto. È detta pura, poiché riguarda appunto i puri fatti di una percezione in quanto rivelati sia mediante i cinque sensi fisici, sia mediante la mente che, per il pensiero buddhista, costituisce il sesto senso. La pura attenzione riguarda soltanto il presente. Essa insegna ciò che tanti hanno dimenticato: vivere con piena consapevolezza del qui e dell’ora. Ci insegna ad affrontare il presente senza cercare di rifugiarsi nei pensieri sul passato e sul futuro. Passato e futuro sono, per la coscienza ordinaria, non oggetti di osservazione ma di riflessione.
(Nyanaponika Thera)

Le tre radici della sofferenza

Tre sono le radici della sofferenza: la rabbia, l’illusione il desiderio.
Chi vede l’incertezza delle cose, vede la realtà immutabile che le sottende. Tutto è incerto.
(Achaan Chah)

Impara a rispondere alle situazioni, non a reagire.
Soppesa nel cuore i veri vantaggi del perdono e del risentimento. Poi scegli.
Vivi pienamente ogni tua azione, come se fosse l’ultima.

Se non è dominato il corpo, la mente non sarà dominata.

Se è dominato il corpo, la mente è dominata.
Poiché i processi mentali saranno chiari solo a chi ha compreso il corporeo con assoluta chiarezza. Ogni tentativo di comprendere i processi mentali si dovrebbe fare solo attraverso la comprensione del corporeo, non diversamente.
(Nyanaponika Thera)

La caratteristica

Dobbiamo portare la nostra attenzione al corpo stesso, riflettendo sulla sua natura. Il corpo è in continuo cambiamento, è nato e morirà; questa è la caratteristica di tutti i fenomeni, sia mentali che fisici. Il pensiero, la memoria, la coscienza, hanno tutti la stessa caratteristica di cominciare e finire, di nascere e morire.
(Achaan Sumedho)

Il cuore del Buddhismo

Rinunciare al male, praticare il bene. Ecco il cuore del buddhismo. Sabba papassa akaranam: non commettere azioni nocive con il corpo, la parola o la mente. Ecco la retta pratica, l’insegnamento del Buddha.
(Achaan Chah)

Il pensiero

Non tentare di fermare il pensiero, lascia che si fermi da solo. Se qualcosa entra nel campo della tua mente, lascialo entrare e poi lascialo uscire. Non rimarrà a lungo. Se tenti di fermare il pensiero, significa che ne sei disturbato. Non farti disturbare da niente.
(Shunryu Suzuki Roshi)

Risolvere il problema alla radice

Devi eliminare il pensiero della completa avversione alla sofferenza e devi generare il pensiero di essere felice di sperimentare i problemi. La radice del problema è la nostra mente egoista. Quando ti imbatti in situazioni deprimenti e indesiderabili, pensa ripetutamente al grande svantaggio del considerarle solo come circostanze negative. Ci sono situazioni che puoi gestire e altre, invece, che devi accettare come sono. Finché assecondi il desiderio, se osservi la natura della tua mente, puoi vedere che manca sempre qualcosa. Seguire il desiderio di per sé è già sofferenza. Assecondare il desiderio e non essere soddisfatti, costituisce la vera origine dei problemi. Per trasformare i problemi in felicità non è sufficiente capire solo che i problemi aiutano la tua pratica della virtù. Non è sufficiente. Devi comprendere chiaramente che i tuoi problemi sono una condizione indispensabile alla tua pratica. Cercando di smettere di provare dell’avversione per i problemi e, al contrario, cercando di apprezzarli, la mente sarà più felice. Credendo intensamente che sperimentare un problema sua una situazione gioiosa, i tuoi sensi non ne risentiranno e la tua mente non ne sarà turbata e sarai in grado di passare indenne attraverso ogni ostilità. Tutto ciò che esiste dipende dal desiderio. La sofferenza più intensa degli inferni e la felicità suprema della mente onnisciente, derivano dalla tua mente. Considerare benvenute le situazioni avverse è una delle pratiche più potenti della trasformazione del pensiero. E’ il modo di trasformare la sofferenza in felicità.
(Lama Zopa Rimpoce)

Il distacco

Il dolore è causato dall’attaccamento alle condizioni permanenti, per questo la mente distaccata è la meta del sentiero buddhista.
(Achaan Sucitto)

Prendere rifugio

Il primo rifugio è nel Buddha in quanto personificazione della conoscenza. Prendere il Buddha come simbolo è molto utile per evocare la qualità personificata della saggezza. Prendere rifugio nel Buddha, non significa prendere rifugio in un profeta storico, ma nella saggezza dell’universo, della nostra mente; in ciò che non è separato da noi ma è più reale di qualunque altra cosa che possiamo concepire con la mente o sperimentare con i sensi. La Via dell’illuminazione non sta nell’escludersi da ciò che è spiacevole, ma imparare a conoscere ciò che sentiamo difficile o doloroso.
(Achaan Sumedho)

Le emozioni

Il riconoscimento delle emozioni come semplici fenomeni mentali è il primo modo di trattare con esse e, perciò, di liberarsene. L’esperienza della vacuità consente di riconoscere l’emozione e, avendone riconosciuta la natura vuota, l’emozione si dissolve sa sé.
(Lama Denis Tendrup)

Il vero amore

L’amore non ha il desiderio di possedere sapendo bene che, in senso ultimo, non c’è né ciò che è posseduto, né chi possiede. Questo è l’amore più grande. La compassione rimuove ciò che ci rende ciechi, dischiude la porta che conduce alla libertà, rende il cuore ristretto ampio come il mondo.
(Nyanaponika Thera)

Il Buddha ci ha insegnato

Ignoranza è l’idea di unità, di permanenza, di fermezza, di perpetuità, di felicità, di sé, di essere, di ente, di creatura, di uomo, di io e mio.
Il Buddha ci ha esortati a vedere le cose per come sono e rinunciare ad ogni attaccamento.
Il Buddha ci ha detto di rinunciare a tutto ciò che manca di una sostanza reale e permanente.
Il Buddha ha insegnato a cercare rifugio nel proprio cuore.
Il Buddha insegna che nessun essere a questo mondo, ricco o povero, giovane o vecchio, umano o animale, può conservare a lungo il proprio stato. Cambiamento e perdita sono esperienze universali.
Il Buddha ha detto che possiamo contemplare il corpo e la mente fino a scorgerne l’impersonalità, sino a capire che né l’uno né l’altra sono me o mie.
Il Buddha ci ha insegnato a perlustrare attentamente il corpo, dalla pianta dei piedi alla cima della testa e poi a ritroso, dalla testa ai piedi.
(Achaan Chah)

La mente

La mente è la fonte di ogni bene e di ogni male che sorge dentro di noi e che ci accade all’esterno.
(Nyanaponika Thera)

Aprire il cuore

Per aprire il nostro cuore come quello di un Buddha, dobbiamo abbracciare le diecimila gioie e i diecimila dolori.
Tutto è transitorio ed è impermanente nel senso che non può essere altrimenti. Basta capire questo per cogliere il nocciolo del Dhamma, del vero Dhamma.
(Achaan Chah)

La libertà

La libertà giunge quando seguiamo la nostra natura di Buddha, la naturale bontà del nostro cuore.

La salute

La salute è il dono più grande, l’appagamento la maggiore ricchezza, la lealtà il rapporto migliore.

I sei sensi

Con la base dei sei sensi il contatto sorge; con la base del contatto la sensazione sorge; con la base della sensazione la bramosia sorge.
Provando le sensazioni del corpo e comprendendo che ogni cosa è impermanente, non reagite più con bramosia e avversione e rimanete equanimi.
(Satya Narayan Goenka)

Essere in Pace

Devi stare in pace con tutto, con la gente con la quale vivi, nei luoghi in cui vivi, con la società di cui sei parte. Ma più di tutto devi stare in pace con te stesso. Questa è la grande lezione da imparare nella vita.
(Achaan Sumedho)

La retta comprensione

La retta comprensione si sviluppa vedendo l’impermanenza, la sofferenza e la vacuità di ogni cosa, ciò che porta a distacco e a una minore bramosia. Distacco non è avversione. Esamina la sofferenza, vedine le cause e poni fine ad esse ora, piuttosto che stare ad occuparti dei loro effetti. Il retto sforzo non è lo sforzo di far si che avvenga qualcosa in particolare. È lo sforzo di essere consapevoli e vigili in ogni momento, lo sforzo di prevalere su indolenza e contaminazione, lo sforzo di fare che ogni attività della nostra giornata sia meditazione.
(Achaan Chah)

Lascia andare

Lascia andare anche il desiderio di spiegare agli altri. Essere entusiasti ci porta a imporre ciò che ci entusiasma; in meditazione impariamo invece a lasciar andare il desiderio di influenzare gli altri fino a che si presenti l’occasione giusta che avverrà naturalmente.
(Achaan Sumedho)

La vita è un sogno

Riconosci costantemente la natura di sogno della vita e riduci attaccamento e avversione. Pratica la bontà verso tutti gli esseri. Sii amorevole e compassionevole, indipendentemente da come gli altri si comportano verso di te. Ciò che essi fanno non ha importanza, se lo vedi come un sogno. Il trucco è coltivare motivazioni positive durante il sogno. Questo è il punto essenziale. Questa è la vera spiritualità.
(Chagdud Tulku Rimpoce)

Niente da ottenere o da realizzare.

Poiché tutte le cose sono pure, prive di qualunque macchia, non c’è niente da ottenere o da realizzare. La pratica quotidiana consiste semplicemente nello sviluppare una completa accettazione e apertura nei confronti di ogni situazione, persona ed emozione. Un’accettazione totale, un’apertura a tutte le situazioni, le persone e le emozioni, uno sperimentare pienamente ogni cosa senza blocchi né riserve, in modo da non tirarsi mai indietro e non ripiegarsi su sé stessi.
(Chogyam Trungpa Rimpoce)

La meditazione

L’errore innocente che ci tiene catturati nel nostro particolare stile di ignoranza, mancanza di gentilezza e chiusura è che noi non siamo mai incoraggiati a vedere chiaramente le cose cosi come sono con gentilezza. La meditazione è vedere chiaramente il corpo che noi abbiamo, la mente che noi abbiamo, la situazione familiare che abbiamo, il lavoro che abbiamo, le persone che sono presenti nella nostra vita. E’ vedere come noi reagiamo a tutte queste cose; vedere le nostre emozioni e i nostri pensieri così come essi sono adesso, proprio in questo momento, proprio in questa stanza, proprio su questa sedia. Non è cercare di mandarli via, ma vederli chiaramente con precisione e gentilezza.
(Pema Chodron)

La realtà

In realtà ogni fenomeno è vuoto di esistenza a sé stante. Pratica la pazienza e immediatamente troverai la tranquillità, il rilassamento e molta soddisfazione. Come quando il cuore smette di funzionare, la vita cessa, così la collera uccide la liberazione. Quando sei afflitto da un problema, pensa anche alla sofferenza degli esseri umani.
(Lama Zopa Rimpoce)

Essere pronti

Quasi tutti muoiono impreparati a morire, così come hanno vissuto impreparati a vivere. (Sogyal Rimpoce)

Metta (benevolenza)

Generando Metta verso di noi, sviluppiamo pace per noi stessi e per le nostre condizioni fisiche e mentali. Cresciamo in presenza mentale e consapevolezza, siamo più svegli al mondo in cui le cose sono. La saggezza si sviluppa, consentendoci di vedere quanti problemi inutili creiamo seguendo per forza di inerzia le abitudini.
(Achaan Sumedho)

E dopo……

Dopo la sua illuminazione il Buddha ebbe ancora malattie, provò dolore e piacere, ebbe ricordi, pensieri e coscienza, ma non si attaccò a queste cose né si identificò con esse in termini di io e di mio. Le riconobbe per quello che erano e anche colui che aveva conseguito tale conoscenza, divenne non – io, non – sé.
(Achaan Chah)

La saggezza

Solo ciò che la consapevolezza contempla, la saggezza conosce.
(Paramatthajotika)

La collera

Se la tua mente è dominata dalla collera, perderai, del cervello umano, proprio la parte migliore: la saggezza, la capacità di discernere tra ciò che è giusto e ciò che non è giusto. Quello della collera è il problema più serio che abbiamo oggi di fronte. (Dalai Lama)

Nemico di se stesso

Gli uomini si precipitano nella sofferenza per sfuggire alla sofferenza; desiderosi di felicità, essi distruggono, offuscati, la loro stessa felicità, quasi come fossero nemici di sé stessi.
(Shantideva)

L’insegnamento

Sabbadanam dhammadanam jinati
Il dono del Dhamma sopravanza ogni altro dono.

Io-Mio

Ogni volta che in una cosa qualsiasi c’è il senso dell’io e del mio, sembra che ciò generi sconcerto, incertezza, dubbio, senso di colpa, paura o ansia.
(Achaan Sumedho)

Lasciare andare

Fate qualsiasi cosa con una mente che lascia andare. Non aspettate alcuna lode o ricompensa. Se lasciate andare poco, avrete poca pace. Se lasciate andare molto, avrete molta pace. Se lasciate andare completamente, conoscerete una completa pace e libertà. I vostri conflitti col mondo avranno fine.
(Achaan Chah)

Smettere di lottare

Equanimità significa l’assenza di lotta. Una volta un elefante grande e grosso si buttò in una pozzanghera per rinfrescarsi. Naturalmente rimase impantanato e quanto più si divincolava tanto più affondava. Divincolarsi è inutile, peggiora soltanto le cose. La pace può venire soltanto quando smettiamo di lottare con gli opposti. La via di mezzo non ha inizio e non ha fine, cosicché non c’è bisogno di andare lontano lungo questa via per trovare la pace. La via di mezzo non è soltanto la via alla pace, essa è anche la via della pace.
(Maha Ghosananda)

Comprendere

Comprendere la sofferenza vuol dire accettare la sofferenza piuttosto che cercare soltanto di liberarsi di essa negandola, o dandone a qualcuno la colpa. Possiamo vedere che la sofferenza ha una causa che dipende da certe condizioni: le condizioni e i condizionamenti della mente che abbiamo creato o che ci sono stati istillati dalla nostra cultura o dalla nostra famiglia. La nostra esperienza di vita e questo processo di condizionamento sono cominciati il giorno che siamo nati…
(Achaan Sumedho)

L’Unità

Nell’unità della vita non vi è un sé separato, indipendente dall’interrelazione con l’intera vita.
(Sunim Tae Hye)

La compassione

Un cuore compassionevole prova costantemente compassione e ciò per il fatto che la sofferenza tocca a tutti. È il messaggio della prima Nobile Verità dell’insegnamento del Buddha. Non c’è nessuno che sia senza sofferenza perché la vita, l’esistenza è sofferenza.
(Ayya Khema)

Metta

Se pratichi la vera meditazione di Metta, devi sviluppare l’aspirazione che tutti gli esseri, senza alcuna discriminazione, possano essere felici con il tuo amore.
(Rewata Dhamma)

Nascita e morte

I sensi e il mondo sensoriale sono il reame di nascita e morte.
(Achaan Sumedho)

Il vero rifugio

Attahi attano natho
Siate rifugio a voi stessi
(Buddha)

Il veicolo

Avendolo letto sui libri, potrebbe venirvi voglia di provarci anche voi. Volete fare come il Buddha, ma non avete considerato che avete in dotazione una semplice utilitaria. Quella del Buddha era un’autentica fuoriserie, poteva farcela con una sola tirata. Con la vostra piccola vetturetta, come pensate di poter fare altrettanto? Non c’è proprio paragone.
(Achaan Chah)

Coltivare la mente

Poiché la mente può essere qualsiasi cosa tu decidi che divenga e poiché essa tende alle abitudini con cui convive, fai attenzione a quali abitudini accogliere nella tua vita. Sviluppa l’abitudine di meditare su un’affettuosa benevolenza per tutti. In tal modo, la tua mente inclinerà all’affettuosa benevolenza e potrà rinunciare alla malevolenza. Sviluppa l’abitudine di meditare sulla compassione per tutti. In tal modo la tua mente inclinerà alla gioia compartecipe e rinuncerà alle antipatie e agli antagonismi. Sviluppa l’abitudine di meditare sull’equanimità. In questo modo la tua mente inclinerà all’equanimità e rinuncerà all’ansia e all’inquietudine. Sviluppa l’abitudine di meditare sulla disintegrazione e sulla morte. In questo modo la tua mente si abituerà a questi aspetti della realtà e cesserà di attaccarsi ciecamente e disperatamente alla sola integrazione, alla vita e ai desideri. Sviluppa l’abitudine di meditare sull’insicurezza e sul fluire delle cose. In tal modo la tua mente si abituerà al costante cambiamento e cesserà di attaccarsi ciecamente e disperatamente alla sicurezza e all’orgoglio di sé.
(Il Buddha)

Rispettare le altre religioni

Non si dovrebbe onorare solo la propria religione e condannare le religioni degli altri, ma si dovrebbero onorare anche le religioni degli altri. Così facendo, si aiuta la propria religione a crescere e si rende un servizio anche alle religioni degli altri. Comportandosi altrimenti, si scava la tomba alla propria religione e si danneggiano le altre. Chiunque onora la propria religione e condanna le altre, lo fa di certo per devozione verso la sua religione e pensa: “ voglio rendere gloria alla mia religione”. Ma, al contrario, così facendo, danneggia gravemente la sua religione. Pertanto la concordia è cosa buona: siate tutti disponibile ad ascoltare tutto e siate aperti alle dottrine professate dagli altri.
(Editto dell’Imperatore buddhista indiano Asoka)

La religione universale

Sono solito dire che la religione universale è l’amore compassionevole e se c’è una religione universale bisogna riconoscerla nella pratica del buon cuore. A qualsiasi religione una persona appartenga, mi sembra che la cosa più importante da fare sia praticare l’altruismo, l’amore e la compassione.

Ho sempre ritenuto che sia molto più vantaggioso avere a disposizione una varietà di fedi religiose e di filosofie, piuttosto che una singola religione o filosofia. Ciò è necessario in ragione delle differenti disposizioni mentali di ogni persona. Ciascuna religione possiede le proprie idee e tecniche, il cui apprendimento può soltanto arricchire la fede di ciascuno.
(Tenzing Gyatzo, XIV Dalai Lama)

Conoscenza e pace

Chi ha placati pensiero, parola e azione ottiene il liberante perfetto sapere e la pace.
(Il Buddha)

Il discernimento

Non fatevi guidare da dicerie, da tradizioni o dal sentito dire; non fatevi guidare dall’autorità dei testi religiosi, oggetti spesso di manipolazioni; non fatevi guidare solo dalla logica o dalla dialettica, né dalla considerazione delle apparenze, né dal piacere del filosofare, né dalle verosimiglianze, né dall’autorità dei maestri e dei superiori. Imparate da voi stessi a riconoscere quello che è nocivo, falso o cattivo e, dopo averlo osservato e investigato, avendo compreso che porta a danno e sofferenza, abbandonatelo. Imparate da voi stessi a riconoscere quello che è utile, meritevole e buono e, dopo averlo osservato e investigato, avendo compreso che porta beneficio e felicità, accettatelo e seguitelo.
(Il Buddha)

Il retto sforzo

Una persona molle e indolente non progredisce nella via spirituale; d’altra parte, una persona che si sforzi eccessivamente, presto si stanca e si scoraggia. Impara dunque a misurare le tue forze e a riconoscere le tue possibilità e conserva calma la mente e rilassato il corpo. Solo così otterrai beneficio nella vita spirituale.
(Il Buddha)

Calma la mente

Se lasci depositare dell’acqua torbida, diventerà limpida.
Se dai tempo di calmarsi alla tua mente sconvolta, anche la tua condotta diventerà limpida.

L’illuminazione

L’illuminazione è presente in ciascuno, ma se non c’è pratica essa non può venire manifestata, se non c’è realizzazione essa non può essere percepita. La pratica è essa stessa illuminazione e anche la risoluzione iniziale di cercare la Via già contiene in sé la completa e perfetta illuminazione. Non c’è illuminazione separata dalla pratica. È molto importante realizzare questo. Poiché la pratica è illuminazione, l’illuminazione è senza fine e la pratica è senza inizio.
(Dogen)

DIALOGO TRA L’AMORE E LA COLLERA

Di Ghesce Ciampa Ghyatso

AMORE: Collera, tu distruggi la gioia e la serenità di tutti gli esseri viventi. Entri nella mente di tutte le creature, dividendo gli amici e separando sempre più coloro che sono già in disarmonia. Se non puoi controllarti io, Amore, ti offro alla bocca della pazienza.
COLLERA: io, Collera, sono un eroe potente. Le virtù accumulate per tanti eoni posso distruggere in un istante e rendere agitati corpo e mente. Tu sei potente nella mente di tutte le creature viventi. Ti distruggerò definitivamente Amore.
AMORE: tu, chiamata Collera, sei matta e senza vergogna. Sviluppandoti come fuoco, in qualunque mente dimori, tu che crei guai e che bruci le radici della virtù, puoi essere pacificata dall’acqua dell’amore. Io, Amore, dono la felicità e la gioia.
COLLERA: io, Collera, sono dinamica ed eroica, poiché risiedo nella mente di tutti gli esseri, dominando i nemici e prendendomi cura degli amici e parenti. Tu, Amore, entri furtivamente come un ladro. Tu ed io dovremmo competere con la forza.
AMORE: tutti gli esseri saggi e buoni sostengono l’Amore; può darsi che tu trovi uno senza cervello che ti sostiene. È certo che perderai se ci mettessimo in competizione.

Quindi, avendo la comprensione dei difetti della collera, abbandonala. Riconoscendo il valore dell’amore, praticalo. Il malevolente fattore della collera provoca reazioni dannose. L’amore che ispira alla felicità altrui porta benefici. Per queste ragioni, sforzati sempre a coltivare l’amore. O mio amico, per favore, cerca di capire che la collera è veleno. Per favore, abbi pazienza con me, ho espresso qualunque cosa mi è venuta in mente, composta da un povero vagabondo di nome Ciampa.

Se arrivi ad una profonda comprensione dell’io, in quel momento puoi anche liberartene. Devi liberartene perché questo io esiste insieme a tutti gli esseri senzienti. La coscienza universale è dinamica, eppure, contemporaneamente, serena e tranquilla.
(Dainin Katagiri)

Khanti paramam tapo titikkha

La pazienza è la più alta disciplina
(Il Buddha)

La liberazione

Ho vagato in cerchio per nascite innumerevoli, cercando, ma non trovando, il costruttore di questo edificio. Penoso è, invero, il ripetersi di nascite.
O costruttore di edifici, sei stato scorto, infine. Non più potrai costruire il tuo edificio.
Tutte le tue travi inclinate si sono spezzate e in mille pezzi è frantumata la tua trave di colmo.
La mia mente ha ottenuto una libertà incondizionata, il termine è giunto di ogni brama.
(Il Buddha)

Le radici

Ogni cosa che cresce lentamente costruisce profonde radici.
(Zen)

Zazen

Quando siedo quietamente non facendo nulla,
la primavera giunge e l’erba cresce da sé.
(Zenrin Kushu)

La conoscenza

Nessun’altra conoscenza è necessaria per conoscere sé stesso, perché il sé è tutta la conoscenza. La lampada non richiede la luce di un’altra lampada per la propria illuminazione.
(Atmabodha)

Proteggi te stesso

Praticanti, colui che protegge sé stesso protegge gli altri.
Colui che protegge gli altri protegge sé stesso.
Praticanti, come fa a proteggere gli altri colui che protegge sé stesso?
Col portare avanti la meditazione, col coltivarla e col praticarla frequentemente.
Praticanti, come fa a proteggere sé stesso colui che protegge gli altri?
Con la pazienza, con l’innocuità, con la condizione della tenera premura.
Praticanti, in questo modo, colui che protegge gli altri protegge sé stesso.
Samyutta Nikaya – 169

L’amore per la verità

C’è una sola condizione, praticanti, che è molto utile per lo sviluppo del Nobile Ottuplice Sentiero. Qual è questa condizione? Essa è l’amore per la verità.
(Il Buddha)

La vera pace

E’ buffo vedere come la gente soffre, si dispera e si rattrista in occasione di una morte, mentre si rallegra e sorride di fronte ad una nascita. Tutto ciò è pura illusione… la vera pace non esiste da nessuna parte di questo mondo. I poveri non hanno pace, ma nemmeno i ricchi. Gli adulti non hanno pace, i bambini non hanno pace, gli ignoranti non hanno pace e gli eruditi non hanno pace. La pace non esiste. Così è la natura del mondo.
(Achan Chah)

Solo

Avendo evitato il bosco delle opinioni, quando raggiungi una radura, prendi il sentiero dritto. Con la tua sola conoscenza non guidato da altri. Va solo come un rinoceronte.
(Il Buddha)

I PRINCIPALI INSEGNAMENTI ZEN INCISI SUL KYOSAKU

Tratto da “Il vero Zen” del maestro Taisen Deshimaru.

Dobbiamo saper vedere nel nostro essere autentico.
Se non concentriamo il nostro spirito su un pensiero, affiorerà il vero spirito.
Il corpo del Buddha entrerà nei nostri spiriti e nostri spiriti si uniranno al suo.
Se cercherete di afferrare la luna in un fiume, non vi sarà possibile farlo.
Non dobbiamo arrestare i pensieri illusori, né cercare la verità.
Gli elefanti non giocano come i conigli e noi non dobbiamo criticare il cielo guardandolo da un pertugio.
Dobbiamo vivere sempre al di sopra delle nubi, sulla sommità della montagna, così l’uragano infurierà sotto di noi.
Se praticheremo zazen, non saremo ricoperti dalla polvere della strada ordinaria, ma vivremo nel piccolo tempio di una valle profonda.
Le nubi stanno in cielo, l’acqua nella bottiglia.
Dobbiamo trasformare questo sacco di pelle putrido, dobbiamo schiacciare il demonio che è in noi, con il bastone.
Si prosciuga il mare, solo il fondo resta; muore l’uomo, solo lo spirito rimane.
Scegliendo una cosa, perdiamo le altre.
L’universo somiglia ad una bolla nel mare.

Tu sei il Buddha

“Se incontri un Buddha per strada uccidilo”
Significa che se riuscite a trovare il Buddha e pensate: “Ecco, è questo, il Buddha è fatto proprio così”, allora fareste meglio a uccidere quel Buddha che avete trovato e che siete sicuri essere così e colà.
(Pema Chodron)

 

In Memoria di Ajhan Chah

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